Fate o streghe

Sembrano giardini agli estremi, fatti per chi ama o per chi odia. Non è così, sono giardini che rivelano i due lati della stessa medaglia. Partiamo con il giardino dell’amore per poi vedere da vicino quello delle streghe. Unire o dividere, angioletti o demoni; chi siete? forse scoprirete di far parte, come è quasi sicuro che sia (e come spero per voi…), alla luce e all’oscurità, ma in egual misura.

I Giardini dell’Amore


Jean Honoré Fragonard
L’altalena 1767 Londra

Il giardino dell’amore è il luogo dove : conversare, leggere, suonare, danzare, intrecciare corone di fiori…fare all’amore.

Nel Rinascimento il giardino dell’amore veniva chiamato anche “giardino di Afrodite”.
Il giardino dell’amore è derivato direttamente dall’hortus conclusus biblico, un luogo di felicità in cui regna l’armonia tra uomo e natura.
Però qui gli amanti possono mangiare liberamente i frutti della natura senza il timore del peccato.
È anche un luogo dove si festeggia in compagnia, godendo dei piaceri della tavola che predispone a proposte galanti.

È un luogo profumato, anzi nel 700 si realizzavano spesso simili giardini studiando bene il percorso dei venti e sulla loro scia venivano piantate Choisya, filadelfi, gelsomini, rose, gigli, aranci, osmanthus, piante aromatiche, lavanda ecc…. perchè portassero verso le finestre delle camere da letto il miscuglio di profumi.
Eleonora di Toledo nel 1550 partecipò attivamente alla costruzione del suo giardino di Boboli dando indicazioni precise sulla disposizione delle piante profumate (sulla cima della collina)che potessero emanare i loro profumo per l’intero giardino.
Il miscuglio di profumi tra fiori e aromatiche avrebbe avuto, secondo molti autori dell’epoca, proprietà afrodisiache. (garbatamente delizioso e adatto soprattutto agli innamorati)

Giardino di Lino e Gabriella-Fossano Cn

Nel giardino dell’amore spesso c’è una fontana, allusione alla “fontana dell’eterna giovinezza”. In molte rappresentazioni pittoriche appare questa particolare fontana, solitamente di pianta esagonale, ottagonale o circolare.
La maggior parte dei progettisti di labirinti tra il 1550 e il 1650 si dedicò quasi completamente alla costruzione di labirinti d’amore: una rappresentazione delle gioie e dei dolori degli amanti, ma anche un comodo rifugio per gli innamorati .

Ph. Miretti Giardini-Busca Cn


Nel giardino dell’amore appaiono gazebi, panche e archi di rose…ma soprattutto bersò di rose dove confidarsi e raccontarsi. Ciò che veniva detto e fatto Sub-rosa (sotto la rosa) non poteva essere raccontato altrove. Secondo l’antica tradizione ogni segreto qui svelato si trasformava in profumo e poi in rugiada.

Giardino Di Laura-Peveragno Cn

Il colore rosso con il bianco sono assolutamente indispensabili perché secondo la tradizione medievale ha valenze magiche, sono i colori di Venere, e insieme ai profumi del giardino scatenano grandi passioni.

I Giardini delle Streghe

Il giardino delle Streghe è fatto per chi sa accettarsi. Per chi è consapevole dei propri “lati oscuri” ma non per questo è meno felice, anzi ne va fiero.

Simboli botanici medievali

L’essere umano è fatto di bene e male, questo giardino quindi è molto umano, e per chi vuole ancora giocare ed è curioso dell’ignoto.

In un passato non troppo lontano questo comportamento poteva essere molto compromettente: in un atto del 1238 (pieno periodo dell’inquisizione) così si definivano i giardini delle streghe: “Sono giardini senza luce e senza fiori; giardini che vengono coltivati per dare il sortilegio e la morte; giardini che non dovrebbero portare questo nome gioioso, ma dovrebbero chiamarsi hortus satanae”

nulla di più sbagliato e per fortuna alcuni storici più clementi dell’inquisizione si limitarono a dirci: “erano piccole stanze verdi di magia, dove maturavano i sortilegi che la forza magica delle piante trasferiva sulle persone, rendendole felici o infelici”.
Sono giardini a carattere utilitario, dove l’estetica conta poco, e lascia spazio alla magia e alla simbologia. Il colore prediletto dalle streghe è ovviamente il nero o il viola.

Le condizioni per un buon giardino della strega: in mezzo alla boscaglia, lontano dalle voci degli uomini, la terra doveva essere lavorata e concimata con il sangue di un animale randagio; venivano pronunciate formule magiche segrete, la cui funzione era quella di caricare le piante di un forte potere.

Bosco in Valle Pesio-Cn

Nel giardino di una strega non può mancare: il rosmarino, il biancospino, la belladonna, l’edera e ovviamente la mandragora. Da cui si ricavavano filtri d’amore e di morte.

Solanum dulcamara. Giardino Valverbe Cn

In passato erano anche chiamati orti alchemici, dove il vapore o la nebbia assumeva il significato di anima volatile che abbandona la terra per recarsi in cielo, mentre la rugiada sono il contrario e sono apportatrici di nuova energia.

Alchemilla thriller

La mandragora era coltivata per i suoi poteri divinatori La mandragora, o mandragola, costituì uno degli ingredienti principali per la maggior parte delle pozioni mitologiche e leggendarie.

È raffigurata in alcuni testi di alchimia con le sembianze di un uomo o un bambino, per l’aspetto antropomorfo che assume la sua radice in primavera. Da ciò ne è derivata la leggenda del pianto della mandragola ritenuto in grado di uccidere un uomo.

Veniva considerata una creatura a metà del regno vegetale e animale, Nel 1615, in alcuni trattati sulla licantropia, appariva l’informazione dell’uso di un magico unguento a base di mandragora che permetteva la trasformazione in animali

Questa pianta contiene potenti alcaloidi che possono far aumentare le pulsazioni cardiache, producono effetti di eccitazione psicomotoria e psichica, allucinazioni, manifestazioni di riso convulso e stati deliranti

Ricette

  • la radice può essere usata per la creazione di oli atti alla seduzione, insieme a 7 chiodi di garofano e 7 rose rosse o per ungere le candele usate nei rituali. La Mandragora è usata per costruire talismani per la difesa attiva, per sacchettini di protezione , per attrarre il denaro, per la seduzione, contro l’impotenza o per assicurarsi la fedeltà del proprio uomo.
    L’incenso creato con la radice di questa pianta in unione con una parte di aconito, una di elleboro nero, una di belladonna, una di giusquiamo e una parte di olio di mandorle amare è utilizzato per entrare in contatto con la Dea Ecate, o per operazioni di difesa, insieme con una parte di grani di incenso, di foglie di salvia, peperoncino e 13 gocce di olio essenziale di iperico; e per l’amore passionale, insieme sempre ad una parte di grani di incenso, una di petali di rosa e 13 gocce di olio essenziale di verbena