Quando il sole non è mai troppo.

Il vostro giardino è rivolto a sud ? Avete il sole che da mattino a sera colpisce inesorabile ogni forma vivente? Bene…le piante arbustive che seguono fanno per voi, soprattutto se il terreno non trattiene nessuna goccia d’acqua e magari ha una inclinazione tale da drenare anche la rugiada della notte come se fosse il tetto di una abitazione. Simili situazioni scoraggiano anche il più coriaceo giardiniere specialmente quando non c’è l’acqua facilmente disponibile. Caso nemmeno tanto estremo, per esempio nei versanti assolati delle valli alpine o sulle colline del centro, per non dire del Sud dove spesso si manifestano condizioni di estrema siccità, anche per lunghi mesi. Vi propongo un’aiuola assolutamente robusta, dalle spalle larghe…capace di resistere al sole cocente e alla carenza idrica. Iniziamo con un arbusto che per farsi notare ha ideato una tal profusione di bacche arancioni da non far rimpiangere l’assoluta e insignificante presenza di fiori. Si tratta dell’Hippophae rhamnoides più conosciuto come olivello spinoso. Ama i terreni sabbiosi e la vicinanza del mare, dove il salmastro farebbe perire in breve tempo piante di ben più nobile schiatta. Il nostro olivello invece non fa una piega e anzi dimostra di star bene anche dove il freddo mette in difficoltà piante di sicura origine alpina, quindi piantatelo con fiducia anche nelle valli alpine fino ai mille metri di altezza. Nei paesi nordici esistono vere e proprie coltivazioni di questo simpatico arbusto, per l’estrazione di vitamina C e di una miriade di altre sostanze adatte all’attività sportiva e alla integrazione alimentare (sali, vitamine). Il portamento eretto richiede una vigorosa potatura nei mesi estivi così da mantenerlo in “forma” globosa. Unico neo, la presenza di spine durissime che ne fanno un ottimo soggetto per la formazione di siepi impenetrabili. Accanto si possono disporre due o tre ginestre. Per esempio delle varietà di Cytisus scoparius, scelte nelle sfumature di rosso o giallo, come la “Burkwoodii” dai fiori rosso vivo e striati di giallo, o “Andreanus” giallo-rossa, “Lena” rosso scuro con ali bordate di giallo ecc. Anche le ginestre vegetano benissimo in terreni magri e assolati, dal livello del mare ai monti, offrendoci in estate una vigorosa e molto appariscente fioritura, inoltre sono semi decidue, quindi anche d’inverno mantengono gli steli verdi pur lasciando a terra le piccole foglie. Per mantenerle in salute, una sola regola: potatura dopo la fioritura di almeno la metà della chioma, evitando il legno vecchio. Facendolo fin dal primo anno eviteranno di “coricarsi” troppo e si spoglieranno poco. Sono l’ideale per i terreni fortemente scoscesi, magari insieme alla Lespedeza thumbergii. Ancora un arbusto per la parte arretrata dell’aiuola, il Caryopteris clandonensis , deciduo e rustico nella maggior parte delle regioni, si adatta bene anche ai terreni argillosi. La fioritura è entusiasmante, assomiglia ad una nuvola azzurro-lavanda da agosto a fine settembre. Il portamento è arrotondato, un ciuffo morbido di rami con fogliame color verde grigio, alto non più di 130 cm. Nella nostra composizione uno o due esemplari possono bastare. Anche per questa pianta è sufficiente una vigorosa potatura in febbraio marzo accorciando i rami dell’anno precedente a 2-3 cm dal legno vecchio. In questo modo la pianta sviluppa ogni anno una folta vegetazione dalla forma regolare. Dei tre arbusti indicati è quello che vuole un’attenzione in più per il terreno, infatti una buona dose di letame maturo o composto e una concimazione annuale con potassio, favorisce la colorazione blu e l’abbondanza di fiori. Vediamo ora come realizzare la parte anteriore dell’aiuola. Per esempio formando una macchia di Hyssopus officinalis. Molti lo conosceranno come pianta officinale e aromatica, utile per le sue virtù benefiche contro l’asma, la tosse, le eruzioni cutanee e le digestioni difficili, utilizzato anche nell’industria dei liquori. Noi però lo piantiamo in giardino per la sua vistosa fioritura blu-viola che va da luglio a settembre. Riunendo cinque o sette piante occuperemo un metro quadro circa che verrà denso dei molti fusticini eretti. Le foglie verde brillante sono semipersistenti e per mantenerlo in forma è sufficiente potare in primavera abbassandolo di due terzi. L’altezza non supera mai i 60 cm. Nella parte centrale disponiamo una paio di piccoli arbusti di Symphoricarpos albus meglio conosciuta come sinforina. Si tratta di una delle piante arbustive più adattabili e per migliorare ulteriormente la sua proverbiale resistenza è sufficiente spargere ai suoi piedi una buona dose di pacciamante, come humus o composto. Inoltre tollerano bene il calcare e l’inquinamento dimostrandosi pianta ideale per le aiuole cittadine. L’aspetto poco ordinato si può migliorare pareggiando i molti rametti alla fine dell’inverno, e comunque si farà perdonare regalandoci una miriade di bacche invernali sferiche e cerose simili a piccoli confetti. Completiamo l’aiuola con alcune piante di Santolina chamaecyparissus, grigia e sempreverde non mancherà di stupire per l’aspetto inconsueto e la rusticità. Si tratta di una pianta a foglia grigia tra le più apprezzate adatta a formare anche piccole siepi e ad essere trattata con opportune potature nella forma di sfera. Alla fine di giugno inoltre presenta un’abbondante fioritura gialla, anche questa molto particolare per i tanti capolini privi di petali, quasi dei bottoni sulfurei portati su singoli steli. Si consiglia la potatura dopo la fioritura. Tutta la pianta è fortemente aromatica e si adatta anche a condizioni “normali” come una fertile bordura della pianura, piuttosto che il vaso di un terrazzo. Nelle valli alpine, magari contro un muro rivolto a sud, sopporta con fierezza anche gli inverni più freddi, e se il gelo dovesse bruciacchiare qualche ramo basterà attendere la primavera per veder spuntare dal colletto qualche nuovo germoglio.

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